Cerca

La mamma di Piedona: tra gioco e lavoro

BUSINESS: ALLESTIMENTO SALE MEETING

L’allestimento della sala di un meeting determina gran parte del successo di un evento.

Un timido raggio di sole del mattino, all’apparenza innocuo, all’ora di pranzo può trasformarsi in una sciabola fendente negli occhi di qualche malcapitato partecipante.

I profumi di un catering, posizionato all’esterno della sala, possono provocare irrequietezza prima dell’ora di pranzo e un senso di nausea durante la digestione.

Alzarsi dalla propria sedia e passare davanti a tutta la platea, calpestando borse, facendo cadere cappotti e sussurrando un’infinita sequenza di “Mi scusi… scusi… permesso” può sortire un effetto deleterio nella mente di chi desidera fare un salto alla toilette.

Ecco perché non ci si può sottrarre dallo stilare una check-list di aspetti che vanno tenuti in alta considerazione:

– Capienza della sala

Una sala deve essere riempita al punto giusto, esattamente come un tupperware. Né troppo, né troppo poco. Una sala gremita e sovraffollata non serve a gratificare il nostro ego. Dà solo fastidio. Così come una sala mezza vuota, non farà piacere perché “c’è tanto spazio” ma darà l’impressione di un evento mal riuscito.

– Accessibilità / vie di uscita

Corridoi centrali e laterali tra le sedie o banchi. Se ci sono più porte di una sala, fate in modo che non siano chiuse a chiave!

– Impianto di riscaldamento / condizionamento

Non ce n’è… Avere caldo o freddo o ancora peggio, il ristagno della puzza di sudore… possono indurre CHIUNQUE a eclissarsi il più in fretta possibile.

– Illuminazione

No alle luci in zona video. Però attenzione che il relatore si veda, non si illumina di luce propria.

– Visibilità del palco / relatore / flipchart / schermi

Non lasciate niente al caso: è veramente fastidioso vedere le persone muoversi cercando dove posizionare la propria testa!

– Condizioni audio

Microfono sì o no? Ne parliamo più avanti con un post ad hoc!

– Disposizione sedie / banchetti /

Idem come sopra.

 

Senza contare la necessità di gestire i momenti di accoglienza, di consegna di eventuale documentazione (da portare appresso tutto il giorno), catering e momenti di pausa, cappotti, giacche, borse o ombrelli.

Niente deve essere lasciato al caso. Ogni valutazione deve essere ben ponderata.

Soprattutto nel caso l’evento non sia “forte” in termini di contenuti. Perché almeno l’ospite avrà avuto il piacere di farsi una bella dormita in santa pace.

Annunci

OMOLOGAZIONE – ROUND 2

Dopo tutta la mia esasperazione da “omologazione a 4 anni”, Piedona sabato voleva uscire e andare a pranzo in agriturismo vestita da Principessa (costume da carnevale).

“Okay” le ho detto. Il mio piano è non influenzarla. Lasciarla scegliere, lasciarla crescere e trovare la sua strada. Farle fare la bambina.

Mio marito, il Vanitoso, la vede nel suo splendore luccicante.

“Non vorrai mica uscire così!” esclama, smontando in un nanosecondo tutte le mie teorie sull’educazione.

Piedona lo guarda. E lui continua la sua filippica: “Ma dai! Andiamo in agriturismo, cosa c’entra il vestito da principessa!”

Eccetera eccetera.

Dal piano di sopra inizio ad inveire – con toni misurati of course – ma mio marito capisce benissimo l’astio nelle mie parole.

Non faccio in tempo a scendere le scale che già Piedona si è tolta il vestito.

Cerco di convincerla a rimetterlo, a non farsi influenzare dai giudizi altrui, a non sottostare ai condizionamenti.

Ma ormai il danno è fatto.

Società globalizzata: 1 – Mamma: 0

Per ripicca ieri l’ho lasciata mettere i sandali per andare al centro commerciale. Con 12° gradi e la pioggia.

E stamattina… è a casa malata.

MODA E OMOLOGAZIONE A 4 ANNI

Ho comprato dei bei jeans con i brillantini da Oviesse per Piedona.

Stamattina le ho proposto di indossarli e la risposta è stata: “Non li voglio mamma, forse non piacciono alle mie compagne”.

L’ho guardata basita, non ho detto niente e le ho chiesto di scegliere nell’armadio ciò che preferiva.

Più tardi, mentre ci stavamo incamminando verso la materna, le ho chiesto come mai aveva il dubbio che alle sue amiche non piacessero.

“Perché sono neri” è stata la laconica risposta.

Non ho avuto il coraggio di indagare oltre, di capire cosa accade nel caso le sue amiche non apprezzino il suo guardaroba e quanto questo conti al secondo anno della materna.

Non ho indagato perché non so che posizione prendere e cosa insegnarle.

Che ciò che pensano gli altri non ha importanza?

Che ogni individuo è unico e speciale nella sua unicità?

GIA’ A 4 ANNI???

Okay, forse la sto facendo più tormentata di quello che in realtà è. Forse semplicemente non aveva voglia di indossare i jeans.

Ma mi sono chiesta: “A 4 anni il giudizio degli altri è già così presente nella vita?”

Già da piccoli siamo condizionati da ciò che pensano gli altri, ci omologhiamo nei vestiti, nei colori, nel corso pomeridiano, nei giochi?

Che io debba spiegare a 4 anni a Piedona che ha il diritto e dovere di essere come le pare, non me lo aspettavo. Pensavo che vedere la mamma che mette volentieri un cerchietto buffo per uscire con lei bastasse. Che l’esempio bastasse.

Mi aspettavo questi discorsi nell’adolescenza.

Voi che ne pensate? Riscontrate questo problema? E come lo affrontate?

 

#NOBULLISMO – STOP VIOLENZA

Se c’è una cosa che non sopporto è la violenza, in tutte le sue forme.

Anche l’accenno di violenza, come il mimare un pugno o abbozzare uno schiaffo.

Né sugli adulti, ancora meno sui bambini. Persino lo schiaffetto sulla mano o sulla bocca dei bambini mi fa incazzare.

Quando vedo madri che danno sonori scapaccioni ai figli al supermercato, vorrei essere un uomo grande e grosso e dare lo stesso scapaccione alla madre per farle capire cosa si prova.

O forse lo sa, l’ha provato da giovane o ancora adesso. E allora perché è l’unico linguaggio che conosce? Perché non prova a cambiare?

In tutto ciò siamo tutti dei gran vigliacchi, perché tutti pensiamo che la violenza è sbagliata e poi ci giriamo dall’altra parte.

Ieri ero al parco con mia figlia, quasi 4 anni.

Tre ragazzini delle medie se la prendevano con un ragazzino loro coetaneo ma più mingherlino. Ridevano, come se fossero tutti complici e amici, i quattro ragazzini, ma la verità è che nel gioco della “lotta” il più esile se le stava prendendo di santa ragione.

E nonostante il sorriso sulle labbra, si vedeva che si stava facendo male.

Il parco era pieno di mamme e papà coi bambini di tutte le età.

Tutti stavano vedendo i quattro ragazzini che, sembrava un gioco, ma si stavano facendo male. Anzi, se la prendevano con il più esile.

Continue reading “#NOBULLISMO – STOP VIOLENZA”

#COSEDARICORDARE

Articoli che mi colpiscono.

Cose che voglio ricordare.

http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/12/01/news/bullismo_e_volgarita_su_whatasapp_il_preside_pubblica_la_chat_degli_alunni_su_facebook-128549892/?ref=HREC1-15

CUORICINI RIBELLI

Piedona ha il cuore che va a mille. Ce ne facciamo una ragione, è così e crescendo il suo battito sosterrà ritmi più normali.

Ovviamente però, per escludere qualsiasi patologia e non dare nulla per scontato, più di un pediatra ci ha suggerito di farle fare una visita cardiologica, e.c.g., ecocardio-color dopler e…

l’holter 24 ore!

Ebbene sì. Avete capito bene. Immaginate una piccoletta di 3 anni tutta attorcigliata da fili (che di questi tempi, avere dei fili colorati addosso e un piccolo computer con i pulsanti non è il massimo dal punto di vista sociale…)

Per farla breve: Piedona si è tenuta ‘sto marchingegno da vera pensionata collaudata per tutto il giorno – inclusa la notte, che non so come ha fatto a dormire a pancia in giù.

Ha avuto una crisi di nervi al mattino appena sveglia durante la quale avrebbe voluto strapparsi tutti i fili ma l’ho convinta a desistere con una colazione a base di nutella.

E’ stata davvero brava.

Ma dopo un mese che l’ha fatto, mi ha chiesto:

“Mamma, anche tu hai fatto le fotografie al cuore?” E’ così, che abbiamo chiamato tutti gli ecg vari e ecocardio.

Le ho risposto di sì e le ho detto che anche i nonni e tante persone fanno quegli esami (certo, magari a 50 anni però…)

Le ho chiesto se avesse avuto paura.

E lei mi ha detto “Mamma, io non ho avuto paura a fare le fotografie dalla dottoressa, ma a tenere su i fili tutto il giorno ho avuto tanta paura”.

Mi è venuto da piangere.

Per tanti motivi, gli uni più diversi dagli altri.

Come “memento” mi sono attaccata sul pc in bella vista, una ventosa del suo holter.

Per ricordarmi ogni giorno quali sono le cose importanti.

L’ULTIMA DOMENICA DI SOLE

Ci siamo… E’ arrivato il freddo e il gelo. La scorsa era ufficialmente l’ultima domenica di sole a Milano. Nella bellissima cornice della City – Corso Como – ci siamo godute una giornata in relax, con le nostre splendide amichette, all’insegna del gelato Grom e della pizza 🙂

Foto MI

A TAVOLAAAAA!!!

LEOLANDIA? LEO-BANCOMAT!

In una calda mattinata di agosto, in cui io arrancavo in ufficio con l’aria condizionata guasta!!!, Piedona e il Papi ne hanno approfittato per passare insieme una giornata speciale. Sono andati a Leolandia!

Inutile dire che per i bimbi basta poco: la casa gialla ben riconoscibile di Peppa Pig, due schizzi d’acqua in cui correre e lo spettacolo dei pappagalli – e li hai già conquistati.

Ma valutiamo la faccenda dal punto di vista del nostro portafoglio:

  • Ingresso 1 adulto a Leolandia: € 33,50 (biglietteria)
  • Ingresso 1 bambino di 95 cm di altezza: € 30,50 (EURO TRENTA E CINQUANTA!!)
  • Parcheggio: € 4,00
  • 1 Piadina e 1 bottiglia di acqua: € 9,00

A me le polemiche non piacciono. A me piace esporre i fatti e lasciare fare agli altri le dovute considerazioni su SETTANTASETTE Cazzo DI EURO IN 2!!! 1 adulto e 1 bambino!!!

Forza, chi vuole lamentarsi ancora di EXPO????

casa peppa pig

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑