E’ sabato mattina. Piedona ed io stiamo discorrendo allegramente, mentre facciamo colazione, della giornata che ci aspetta.

Non so esattamente come arriviamo a dirci questa cosa, d’altronde non me lo aspettavo, ma ad un certo punto dico: “Che bello se attaccassimo i tuoi ciuccetti all’albero così gli uccellini di notte non piangerebbero più”.

Una battuta lanciata lì per lì.

E Piedona ne è entusiasta.

Colgo la palla al balzo.

Prendiamo un nastrino, le forbici e andiamo per casa a cercare tutti i ciucci. Cinque ciucci totale.

Scendiamo in giardino ancora in pigiama. Spero che nessun vicino sia in giro alle 8 di mattino a curiosare!!

Attacchiamo i ciucci all’albero e le racconto di nuovo che di notte gli uccellini potranno prenderli e non piangeranno più.

Sulla scia dell’entusiasmo, Piedona prepara delle ciotoline con del latte e lenticchie (cibo graditissimo agli uccellini, of course!) e pezzetti di carta igienica a terra a mo’ di coperte.

La giornata scorre felicemente, Piedona non cerca il ciuccio e io sono estremamente colpita dalla sua fermezza.

Durante il pomeriggio, in maniera un po’ masochista, sta attaccata “all’albero dei ciucci” e parla con loro.

Arriva la sera.

“Mamma, ciuccio?”

“Ehh, amore, il ciu…”

“Ah, già capito. Niente ciuccio”.

Come coccola extra, stasera può dormire nel lettone.

La notte è serena, nessun pianto e io sono certa di aver fatto la cosa giusta al momento giusto.

(…SEGUE…)

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