Ho comprato dei bei jeans con i brillantini da Oviesse per Piedona.

Stamattina le ho proposto di indossarli e la risposta è stata: “Non li voglio mamma, forse non piacciono alle mie compagne”.

L’ho guardata basita, non ho detto niente e le ho chiesto di scegliere nell’armadio ciò che preferiva.

Più tardi, mentre ci stavamo incamminando verso la materna, le ho chiesto come mai aveva il dubbio che alle sue amiche non piacessero.

“Perché sono neri” è stata la laconica risposta.

Non ho avuto il coraggio di indagare oltre, di capire cosa accade nel caso le sue amiche non apprezzino il suo guardaroba e quanto questo conti al secondo anno della materna.

Non ho indagato perché non so che posizione prendere e cosa insegnarle.

Che ciò che pensano gli altri non ha importanza?

Che ogni individuo è unico e speciale nella sua unicità?

GIA’ A 4 ANNI???

Okay, forse la sto facendo più tormentata di quello che in realtà è. Forse semplicemente non aveva voglia di indossare i jeans.

Ma mi sono chiesta: “A 4 anni il giudizio degli altri è già così presente nella vita?”

Già da piccoli siamo condizionati da ciò che pensano gli altri, ci omologhiamo nei vestiti, nei colori, nel corso pomeridiano, nei giochi?

Che io debba spiegare a 4 anni a Piedona che ha il diritto e dovere di essere come le pare, non me lo aspettavo. Pensavo che vedere la mamma che mette volentieri un cerchietto buffo per uscire con lei bastasse. Che l’esempio bastasse.

Mi aspettavo questi discorsi nell’adolescenza.

Voi che ne pensate? Riscontrate questo problema? E come lo affrontate?

 

Annunci