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La mamma di Piedona: tra gioco e lavoro

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Dottori e malattie

CUORICINI RIBELLI

Piedona ha il cuore che va a mille. Ce ne facciamo una ragione, è così e crescendo il suo battito sosterrà ritmi più normali.

Ovviamente però, per escludere qualsiasi patologia e non dare nulla per scontato, più di un pediatra ci ha suggerito di farle fare una visita cardiologica, e.c.g., ecocardio-color dopler e…

l’holter 24 ore!

Ebbene sì. Avete capito bene. Immaginate una piccoletta di 3 anni tutta attorcigliata da fili (che di questi tempi, avere dei fili colorati addosso e un piccolo computer con i pulsanti non è il massimo dal punto di vista sociale…)

Per farla breve: Piedona si è tenuta ‘sto marchingegno da vera pensionata collaudata per tutto il giorno – inclusa la notte, che non so come ha fatto a dormire a pancia in giù.

Ha avuto una crisi di nervi al mattino appena sveglia durante la quale avrebbe voluto strapparsi tutti i fili ma l’ho convinta a desistere con una colazione a base di nutella.

E’ stata davvero brava.

Ma dopo un mese che l’ha fatto, mi ha chiesto:

“Mamma, anche tu hai fatto le fotografie al cuore?” E’ così, che abbiamo chiamato tutti gli ecg vari e ecocardio.

Le ho risposto di sì e le ho detto che anche i nonni e tante persone fanno quegli esami (certo, magari a 50 anni però…)

Le ho chiesto se avesse avuto paura.

E lei mi ha detto “Mamma, io non ho avuto paura a fare le fotografie dalla dottoressa, ma a tenere su i fili tutto il giorno ho avuto tanta paura”.

Mi è venuto da piangere.

Per tanti motivi, gli uni più diversi dagli altri.

Come “memento” mi sono attaccata sul pc in bella vista, una ventosa del suo holter.

Per ricordarmi ogni giorno quali sono le cose importanti.

FUMENTI, SUFFUMIGI E AMICI VARI

Il lungo inverno di Piedona è stato caratterizzato da bronchiti, placche, tosse, catarro e chi più muco ne ha, più ne metta.

E di conseguenza via con gli aerosol, gli antibiotici, i lavaggi nasali e… i famosi fumenti!

Li facevo anche da bambina e sono ancora in auge. Non c’è niente di più liberatorio che una bella pentolona di acqua calda, un asciugamano sulla testa e il vapore tutto da respirare, magari arricchito da qualche mistica erba.

Piedona, essendo treenne, non può ancora vantare l’inebriarsi degli olii essenziali, né profumazioni varie, tuttavia bicarbonato o sedo calcio hanno avuto un ruolo determinante per la pulizia delle vie aeree superiori, inferiori, di destra e manca!!

La pediatra però è stata perentoria: attenzione! Basta un attimo di distrazione e un innocuo rimedio della nonna può diventare un’ustione gravissima.

Perciò ecco escogitato come farli in tutta sicurezza.

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UNA SETTIMANA DI STRAVIZI

Piedona ha avuto l’influenza per dieci giorni. L’influenza quella tosta con gli occhi che si chiudono a guardare le luci dell’albero di natale e il naso perennemente chiuso.

E quindi via al vizio e allo stravizio! Cosa dovevo fare d’altronde? Soccombere anche io? Non ce l’ho fatta e quindi è stata una settimana di eccessi.

Vizio nr. 1: IL LETTONE

La piccoletta ovviamente non riusciva a dormire nel suo lettino, costantemente disturbata dalla tosse e dal catarro. Quindi lettone a oltranza. Il papà, per sfinimento, si è trasferito provvisoriamente sul divano. E alle 20.30 nanna, poi alle 21 ciuciatina d’acqua per la gola, alle 21.15 perde il ciucio e bisogna cercarlo, alle 21.20 colpo di tosse e pianto perché la tosse disturba, alle 21.25 ciuciatina d’acqua… E così via fino al mattino alle 6.30.

Vizio nr. 2: LA TV

L’unico momento concesso a Piedona davanti alla tv, finora, era la maialina rosa più odiata dalle famiglie italiane dalle ore 20.15 alle ore 20.30… Momento di relax prima di lasciarsi andare a dolci sonni.

Con la scusa dello stare in casa, della noia, della svogliatezza di Piedona, ho ceduto a momenti di tv anche durante il giorno. Almeno stiamo entrambe sedute.

Vizio nr. 3: IL PIGIAMA

Ovviamente, quando si è malati, si sta in pigiama. Se no, non si sembra neanche malati.

Seguono altri vizietti di male minore: biscottini a tutte le ore, cucchiai di zucchero per mandare giù la medicina, mangiare sul divano anziché a tavola.

Dopo dieci giorni così il risultato è il seguente:

–          Piedona contina a dormire nel lettone e non vuole più tornare in camera sua. Papà sfrattato a oltranza.

–          Piedona accende la tv quando le pare e quando gliela spengo sono urla e pianti.

–          Piedona non vuole più cambiare i vestiti e il pigiama le si è incollato addosso.

Ma la cosa peggiore: ora l’influenza ce l’ho io!!!!!!!!!!!

E’ MIO! MA NO, DAI, SCHERZAVO!

Oggi Piedona ed io siamo andate alla visita di controllo dalla pediatra. Che piccoletta, c’hai diciassette mesi. Bisogna vedere se cresci bene. La pancetta tipo anguria ce l’hai, i vestiti devo cambiarteli perché si accorciano, quindi per i miei canoni cresci bene. Ma tant’è. La medicina vuol misurarti in lungo e in largo.

Entriamo nella sala d’attesa della pediatra e lì incontriamo la tua amichetta Ary con il papà. Noi grandi ci mettiamo a raccontare le solite cose che solo i grandi con figli piccoli possono raccontarsi.

“Quanto mangia la tua? E quanto dorme? E come dorme? Ma anche la tua mentre dorme piega la testa di lato, arriccia il naso e piega la gamba a 65° e la muove leggermente verso destra alle 4 del mattino?”

Secondo me tra bambini, mentre fanno tutti i loro versi: “Oh, ah, eeehhhh” si stanno dicendo… “Ma tua madre è scema come la mia che si preoccupa se alle 4 del mattino sposto il piede perché mi si è anchilosato???”

Comunque dicevo… Eravamo in sala d’attesa. Ary da’ con molta gentilezza e altruismo il suo peluche a forma di scoiattolo a Piedona. Lei lo prende e lo stringe cullandolo per fargli fare la nanna.

Io e il papà di Ary le guardiamo con tenerezza.

E’ il turno di Ary di entrare dalla pediatra e Piedona rimane fuori con il peluche dell’amica stretto fra le braccia.

E come sempre accade. L’urlo di una bambina che non ha nessuna voglia di spogliarsi e farsi visitare spacca il silenzio. “Uahhhhhh” grida Ary dall’interno dell’ambulatorio.

Piedona mi guarda con gli occhi terrorizzati. “Che succede là dentro?” dice la sua faccina spaventata.

Le spiego: “Nooo, non succede niente…” (Premio Nobel a Mamma per la scemenza della bugia) “E’ solo che Ary non trova più il suo scoiattolo ed è triste… Appena esce glielo diamo e si calma”.

Piedona guarda lo scoiattolo tra le sue braccia, si lancia verso la porta chiusa dell’ambulatorio e la tempesta di pugni. Vuole entrare. Deve dare lo scoiattolo ad Ary che piange e piange!

Mannaggia a me e alle mie stupide spiegazioni! Sono commossa a scoprire questa sensibilità di Piedona, e suppongo dei bambini in generale. Sono commosse le altre persone nella sala d’attesa.

Finalmente Ary esce. Piedona le lancia lo scoiattolo e mi guarda come a dire: “Hai ragione Mamma! Ora non piange più! Cercava proprio lo scoiattolo. Mi spiace averglielo portato via!”

Mi rimprovero per quello che le ho fatto credere. 17 mesi e le infliggo già il senso di colpa??? La abbraccio forte e le dico la verità: “Ary piangeva perché la dottoressa la visitava e lei non aveva voglia. Ora tocca a te Piedona. Anche tu piangerai ma poi passa tutto. Ary la vediamo al parco.”

Come da copione Piedona piange tutte le sue lacrime mentre viene visitata. Ma almeno sa la verità.

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