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La mamma di Piedona: tra gioco e lavoro

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Feste e ricorrenze

FIOCCO AZZURRO (NO, NON MIO!!)

E’ nato pochi giorni fa il bimbo di una mia carissima amica e, andandola a trovare in ospedale, non ho potuto fare a meno di ripensare con un misto di nostalgia e terrore ai primi giorni della vita di Piedona.

Eh già, perché i primi giorni di un bambino saranno pur difficili per lui, ma mica sono facili per le mamme che si ritrovano catapultate in un ruolo che non conoscono e di cui hanno solo sentito dire.

Chiacchierando del più e del meno con la mia amica, mi sono venuti in mente gli “errori” che ritengo di aver fatto all’inizio della mia avventura di mamma.

Ecco, se tornassi indietro, cosa farei di diverso!

–         Dormirei quando dorme Piedona. Me l’avranno detto in centomila salse, di riposare quando Piedona riposava, ma non l’ho fatto spesso. E al secondo mese ero l’ombra di me stessa. Stanca e depressa. Con la casa in ordine, certo, ma esaurita.

–         La terrei in braccio di più, se ha bisogno di dormire in braccio. La terrei nel lettone, se non vuol dormire nella culla. Ora che è “grande” (ah ah!) non mi faccio più paranoie se per una settimana ha bisogno di particolari attenzioni e vuole dormire nel lettone. La metto accanto a me e la stringo forte, facendole sentire la mia presenza. Appena è nata, rimbambita da tutti i manuali che avevo letto, la mettevo su e giù dal lettino per farla dormire da sola, con la conseguenza di far incazzare lei e esaurirmi io.

–         Accetterei di più l’aiuto di mia madre, senza fare la wonderwoman. Accetterei il pranzo pronto e la disponibilità a tenermela per andare dal parrucchiere o a bere un caffè da sola. E accetterei più di buon grado la compagnia. Stare sole in casa tutto il giorno, con un neonato urlante, è logorante.

–         Uscirei anche se non vuol stare nella carrozzina. Chissenefrega se tutti stanno nella carrozzina e la mia non vuole. La porterei per chilometri in braccio a respirare l’aria fresca e sentire i rumori della vita fuori.

–         Spegnerei la tecnologia.

 

Sì, sarei una mamma migliore, se tornassi indietro! Avrei rispettato non solo di più mia figlia e le sue esigenze, ma anche le mie.

 BUON VIAGGIO A TUTTE LE NEO-MAMME e soprattutto alla mia amica! 

In bocca al lupo per la nuova vita.

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LA CASA DELLE BAMBOLE

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Piedona ha ricevuto tantissimi regali a Natale, uno più bello dell’altro. Tra questi, quello più azzeccato, è la casetta che vedete nella foto.

Scelta dagli adorati zii, da sempre attenti all’ecologia e quindi di legno, la casetta è diventata una sorta di mia seconda borsa. Senza di questa, non si esce di casa (nostra).

Al mattino la portiamo dai nonni e Piedona si fa raccontare dai miei genitori un sacco di storie su cosa cucinano Minnie e Paperina, al pomeriggio la riportiamo da noi e si va avanti a inventare mini episodi su Minnie che fa il bagno e poi si phona i capelli (ah ah!), Paperina che si siede sul divano a leggere il giornale, qualche amichetto che le viene a trovare…

Se andiamo al ristorante o da parenti ci portiamo dietro qualche pezzo (normalmente le due sedie, il tavolo e la cucina) così che Piedona possa intrattenersi da sola.

Sì, perché è questo che mi ha stupito più di tutto. Piedona, a 1 anno e mezzo, sa già raccontarsi le storie da sola.

Prende le sue due statuine e le sposta facendo un sacco di versi. E ride da sola felice! Si diverte un sacco!

Non credevo che la creatività dei bambini si sviluppasse così precocemente. La loro capacità di far rivivere il quotidiano ai dei personaggi, utilizzando molta fantasia e l’immaginazione (fare finta che ci sia un piatto di pasta, oppure far finta di cambiare canale con il telecomando senza averli tra le mani realmente), è di gran lunga più spiccata della nostra di adulti.

Sarebbe bene fermarsi e osservarli bene i nostri piccoli nanetti. La sanno lunga, loro!

CHIAVARI? DA VISITARE!

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La Liguria per me è una regione sconosciuta. Liguria? What? Where? Italy??? Davveroooo?

Non l’ho mai girata a parte qualche gita in giornata qua e là… Veramente troppo poco.

Ma durante queste feste di Natale, noi happy family, siamo andati con la mia amica Ste, la sua bimbottina e il marito a passare qualche giorno a Chiavari.

Sì, quella dell’allerta meteo qualche giorno fa!

Chiavari è una cittadina bellissima. Me ne sono innamorata. Il grande centro pedonale e i dintorni più prossimi sono tutti ricoperti da portici dove si affacciano negozi e bar. In questi giorni infiniti di pioggia, quei portici sono stati la nostra salvezza per andare in giro con le nanette in passeggino ma senza ombrelli.

La passeggiata sul mare d’inverno è affascinante. Abituata come sono all’Adriatico, mi ha emozionato vedere le onde incresparsi fin quasi sotto la strada affacciata al lungomare.

Abbiamo soggiornato in un hotel degno di nota: Albergo Stella del Mar.

Trovato a caso tra tanti, ci ha impressionato la gentilezza e la disponibilità di tutto il personale: dalle receptionist ai cuochi, dalle donne delle pulizie ai camerieri in sala.

Ma la meraviglia di questo hotel è stata l’attenzione riservata ai bambini. C’è una saletta tutta per loro piena di giochi e con un pavimento colorato dove possono intrattenersi da soli mentre gli adulti sono nel salone adiacente (guardandoli a vista!) a chiacchierare o leggere il giornale. Lì Piedona si è sbizzarrita a provare l’abaco e la cucina in legno, a impilare mattoncini e incastrare puzzle mentre io non facevo assolutamente niente. Ripeto: ASSOLUTAMENTE NIENTE!

Non capita così spesso di trovare spazi grandi per bimbi – parlo di Italia -. Normalmente sono relegati in angolini pregandoli di far silenzio.

In più nel grande salone, c’è un tavolo da ping pong e un biliardo. Con il maltempo ci ha fatto comodo avere tutti questi ampi spazi ricreativi.

La cucina dell’hotel non è particolarmente ricercata ma buona, freschissima e abbondante. Piedona mangiava dal primo al dolce sia a pranzo che a cena e tutto questo, per lei, gratis!

Altri appunti degni di nota: hanno le vaschette per fare il bagno ai bimbi, è ben pulito e si trova in una zona centrale dove in pochi minuti a piedi si raggiunge sia il mare che il centro.

E quindi se da maggio a settembre non posso rinunciare ai weekend sull’Adriatico, con la sua sabbia fine e gli attrezzatissimi stabilimenti balneari, sono ben lieta di valutare per il periodo invernale nuove mete liguri!

Tra cui, di sicuro, ci sarà ancora Chiavari.

 

 

PENSIERI RANDOM DA 01.01.2014

Ah, che bello. La mia prima data del 2014 nel titolo. Figo.

Bene, siamo in piena sindrome da feste natalizie, diciamo pure che siamo quasi a metà. Piedona se la sta cavando egregiamente tra sbaciucchiamenti di parenthood che passano di qui o che andiamo a trovare di là, nuove pietanze da assaggiare e carte colorate da scartare. Anzi, con i pacchi doni ha un particolare feeling e amore. Ma dai??!

Ieri sera ha festeggiato il suo primo vero Capodanno. A casa di amici, dopo una giornata in cui aveva dormito solo un’oretta, ha tirato mezzanotte e mezza con nonchalance. Io alle 21 barcollavo sotto il peso del salmone affumicato e mi sarei volentieri messa un bel pigiamone di pile  e stesa sul divano. Ho la sindrome da orso, non ci posso far niente.

Lei ha tenuto botta. Ha giocato con tutti i pentolini della sua coetanea, ha disfato l’albero di Natale della nostra amica che ci ospitava, ha fatto incontrare Re Magi e Minnie. Ne è nato un grande amore.

E’ sera… E anche stasera ho l’ennesimo peso sullo stomaco di un’abbuffata. Ché non si può mica scrivere con tutto questo cibo che galleggia nella pancia. La mia prof. di italiano alle superiori – folle e saggia – diceva sempre che per scrivere bisogna digiunare e vivere un po’ in uno stato di eccesso. Di sicuro non contemplava aver all’attivo panettoni e lenticchie.

In tutto ciò, in questo stato di Eccesso Famelico Natalizio, sto macinando nella mia testa il mio nuovo libro. E questo è il mio primo buon proposito dell’anno: iniziarlo presto.

Gli altri buoni propositi? Circondarmi solo di gente positiva. Astenersi melodrammatici e depressi.

Buon anno ragazzi. Buon anno gente.

 

SI STA COME D’AUTUNNO

L’autunno non è la mia stagione preferita. Non si sa come vestirsi, se fa freddo, se fa caldo. Il vento dà fastidio, la pioggia non è simpatica come la neve… Insomma, l’autunno è la classica stagione da indecisi, che non sa né di carne né di pesce. Non per niente è una “mezza stagione”!

Quest’anno però l’ho rivalutato parecchio. Anzi, avevo iniziato a rivalutare l’autunno già l’anno scorso, quando mi facevo le vasche su e giù per il mio paese, con il passeggino, e apprezzavo il colore degli alberi che mutava in marrone, il pizzicore dei primi freddi sulle guance, il silenzio rotto dallo scricchiolio delle foglie sotto i piedi.

E sono state proprio le foglie, quest’anno, a farmi scoprire quanto è bella questa stagione. Anzi, è stata Piedona.autunno

Nei nostri giretti – finalmente senza passeggino – ci siamo divertite tantissimo a saltare nei mucchi di foglie, a tirarle in aria e farcele cadere addosso, a correre alzandole coi piedi.

Cric croc, cric croc. “Piedona senti che bel rumore che fanno!” E Piedona che sorride, divertita e sgomenta, perché così tante, tutte insieme, non le aveva mai viste!

Il mio proposito per l’anno nuovo è tornare a vedere con gli occhi di un bambino.

 

P.s. Per alcuni padroni di cani maleducati (i padroni maleducati, non i cani): tiratele su le cacche dei vostri animali, ché i nostri stivali si sono schifati a raccoglierle per voi.

NATALE SULLE UOVA

Ci siamo. Il Natale si avvicina… Se avete seguito le puntate mooolto precedenti (v. libro “Piedona” nel box a fianco!) saprete che il mio albero di Natale non è un piccolo pino di plastica che occupa poco spazio in soggiorno con quattro palline oro e rosse. No. Il mio albero di Natale è una sequoia millenaria, praticamente, che occupa tutto il salotto, copre la tv, impedisce di aprire i cassetti dal primo di dicembre fino alla Befana.

Fintanto che Piedona non c’era, oppure se ne stava tranquillamente in braccio o strisciava sulla pancia come una lenta lumaca, il problema non sussisteva: la sequoia stava lì, immobile, lontana dalle sue grinfie. Ed io ero abbastanza lesta per evitare che la piccoletta gli ci si aggrappasse per sbaglio.

Ma ora Piedona è una piccola gnoma che cammina, corre, afferra tutto, cerca di scoprire con il tatto, il gusto e l’olfatto qualsiasi cosa.

Che faccio quindi con l’albero? Ne faccio uno piccolo piccolo da mettere su un mobile alto alto?

Oppure lascio che Piedona e la sequoia si incontrino sperando non accadano disgrazie?

Ho pensato anche di fare il presepe, da tempo dimenticato. Mi ci vedo già la bimba che prende le statuine e le porta in giro per casa. Magari gli da’ pure da mangiare alle pecorelle, visto il suo spirito di S. Francesco. Ma se decidesse che Maria e un pastore si facessero le “care” e si dessero un bel bacio? Oddio! Gesto blasfemo!

Forse per quest’anno è meglio saltare il Natale. Pasqua mi pare meno pericolosa.

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