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La mamma di Piedona: tra gioco e lavoro

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Materna & Co.

MODA E OMOLOGAZIONE A 4 ANNI

Ho comprato dei bei jeans con i brillantini da Oviesse per Piedona.

Stamattina le ho proposto di indossarli e la risposta è stata: “Non li voglio mamma, forse non piacciono alle mie compagne”.

L’ho guardata basita, non ho detto niente e le ho chiesto di scegliere nell’armadio ciò che preferiva.

Più tardi, mentre ci stavamo incamminando verso la materna, le ho chiesto come mai aveva il dubbio che alle sue amiche non piacessero.

“Perché sono neri” è stata la laconica risposta.

Non ho avuto il coraggio di indagare oltre, di capire cosa accade nel caso le sue amiche non apprezzino il suo guardaroba e quanto questo conti al secondo anno della materna.

Non ho indagato perché non so che posizione prendere e cosa insegnarle.

Che ciò che pensano gli altri non ha importanza?

Che ogni individuo è unico e speciale nella sua unicità?

GIA’ A 4 ANNI???

Okay, forse la sto facendo più tormentata di quello che in realtà è. Forse semplicemente non aveva voglia di indossare i jeans.

Ma mi sono chiesta: “A 4 anni il giudizio degli altri è già così presente nella vita?”

Già da piccoli siamo condizionati da ciò che pensano gli altri, ci omologhiamo nei vestiti, nei colori, nel corso pomeridiano, nei giochi?

Che io debba spiegare a 4 anni a Piedona che ha il diritto e dovere di essere come le pare, non me lo aspettavo. Pensavo che vedere la mamma che mette volentieri un cerchietto buffo per uscire con lei bastasse. Che l’esempio bastasse.

Mi aspettavo questi discorsi nell’adolescenza.

Voi che ne pensate? Riscontrate questo problema? E come lo affrontate?

 

PIANTO LIBERATORIO

Piedona ha fatto tre fantastiche settimane di inserimento all’asilo. Sembrava la bambina più inserita di tutte! Così inserita che quasi il suo à-plomb faceva paura.

Ma poi… Finalmente è successo.

Ieri mattina è arrivata all’asilo e UUUUAAAAAAAAAAAHHHHH al momento del distacco.

Ha pianto.

Non un minuto, non cinque minuti, non mezz’ora ma: TUTTA LA MATTINA!

Olè.

Dico olè perché almeno ha tirato fuori le sue emozioni. Per quanto sia ben integrata e socievole, vedevo a casa che “qualcosa la turbava”. Più richieste di attenzioni, una sorta di mini regressione, stress generalizzato.

E quindi EVVIVA IL PIANTO LIBERATORIO!

A chi non serve un bel pianto liberatorio? A me di sicuro spesso!

Dopo averla lasciata piangente all’asilo, con tutti i sensi di colpa da madre, sono salita in macchina e anch’io ho fatto un bel UUUUAAAAAAAAAAHHHH!

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IL CIUCCIO PREFERITO

La routine di Piedona ad oggi si articola così:

sveglia alle 7.45, colazione e vestiti, 5 minuti di gioco con la mamma, di corsa all’asilo per entrare alle 9 e per fortuna in 2 minuti io sono al lavoro per entrare puntuale alle 9.15.

All’asilo va a prenderla la nonna alle 13, dopodiché nanna.

Alle 16 arriva la meravigliosa mamma (che sarei io) per riportarla a casa.

 * * *

Ieri sono arrivata dalla nonna e la nonna mi ha detto di aver scordato il ciuccio preferito di Piedona all’asilo.

Appena si è svegliata la piccola (che aveva in bocca il ciuccetto di Casa Nonni) ho deciso di informarla subito, onde evitare scene isteriche alle 21.30, ora in cui va a letto (usa il ciuccio solo per la nanna).

Con molta dolcezza le ho detto: “Amore, stasera usiamo questo ciuccio per la nanna, perché quello rosa è rimasto all’asilo e lo prendiamo domattina”.

Un secondo di silenzio per l’elaborazione dell’informazione e poi UUUUUUUUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA urlo isterico.

La consolo alla bell’e meglio e subito mi viene spontaneo dirle. “Facciamo così! Chiamiamo papà e gli diciamo di andare a comprare un ciuccio uguale uguale al tuo per stasera!”

Piedona, super lacrimante, acconsente con la testa.

Chiamo il papà con il cellulare e Piedona si mette vicino a me per sentire. Metto in vivavoce.

“Papà, Piedona ha lasciato il ciuccio all’asilo. E le serve il ciuccetto rosa per dormire, ovvio, no, no che il ciuccio viola non va bene. Quello rosa è per la nanna, eh!”

Piedona, accanto continua a far si con la testa.

Mi viene il dubbio però. “Piedona, se per caso, per caso, eh, non ci fosse il ciuccio rosa, che colore lo vuoi?”

E lei, molto concentrata: “Bianco!”

E fu così che papà alle 18.30 entrò in casa con un nuovo ciuccio bianco fiammante.

Eeeehhhhh. Coi ciucci non si scherza.

PICCOLE GIOIE QUOTIDIANE

Stanno succedendo un sacco di cose ultimamente, e sono così impegnata a vivere che non ho tempo di scriverle!

Piedona è alla sua terza settimana di asilo. Pare l’abbia accettato serenamente…

A casa è tutta un “Giochiamo?” e io abbandono qualsiasi cosa stia facendo (ho persino bruciato una cena!) per accontentarla.

La verità è che io AMO giocare con lei pertanto non mi tiro indietro.

Ieri abbiamo giocato al supermercato. Quando ha capito che la mamma può fare la “cassiera” mi ha fatto sedere al tavolino e continuava a urlare: “Cassieraaaaa!” e mi portava i suoi gettoni per pagare.

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PRIMO GIORNO DI ASILO!

Ci siamo! E’ cominciato l’asilo e Piedona sembra averlo accettato senza troppe difficoltà. Non piange, ne parla volentieri e resta da sola senza far storie.

Mi pare un buon inizio anche se ovviamente non abbasso la guardia!

Ne ha risentito un po’ il sonno notturno, ma questo l’avevo messo in conto. Piedona è una bimba che non si lascia mai sopraffare dalle emozioni in pubblico, ma poi, di notte, vuole l’abbraccio sicuro della mamma.

Comunque, si parla sempre delle emozioni dei bambini… Ma vogliamo parlare della MIA emozione?

Accompagnarla all’asilo (alla Primavera per l’esattezza, per i bimbi di 2 anni) è una bellissima sensazione. La mia bimba è cresciuta e sta diventando una piccola esploratrice del mondo!

In tutto ciò però io ho un sacco di paturnie… IO!!! Come si prepara la sacca dell’asilo? Quando la ritiro? Quanto devono essere grandi gli asciugamani? E i fazzoletti come devono essere?

Che fatica! (Una fatica bella, eh!)

Ho passato tutta l’estate a ricamare bavaglini, poi a pensarci bene avrei potuto scriverci sopra con il pennarello che Piedona ne sarebbe stata entusiasta lo stesso!

Vi farò sapere nei prossimi giorni se la maestra mi promuove! 🙂

ERRORI DI VALUTAZIONE

Qualche settimana fa sono andata al colloquio individuale con la maestra della materna. Alla domanda: “Raccontami qualcosa di Piedona” mi sono un po’ bloccata. Mannaggia, non è facile raccontare qualcosa su altri (peraltro presenti!) ed in particolare su qualcuno che neppure parla. Insomma, tutto quello che dico di lei è ciò che osservo, ma che ne so io in realtà?

Mi sono sentita un po’ sotto esame, ma comunque ho provato a rispondere alla bell’e meglio, perché teoricamente sono la persona che la conosce di più al mondo. “La persona che la conosce di più al mondo”: mizzè che responsabilità!

Ho raccontato alla maestra che Piedona ama giocare con i giochi piccoli, con l’acqua, ha molta immaginazione ed è in fase di emulazione. Vuole provare a fare tutto, ma se non riesce da sola, ha l’umiltà di chiedere aiuto. E’ permalosetta se la si sgrida. E poi ho detto: “Non è propriamente timida, però è cauta nelle situazioni nuove.”

La maestra (troppo carina, davvero, una ragazza di cui mia figlia si innamorerà) mi dice: “Beh, però qui è stata già molto socievole. Ci vede per la prima volta, eppure è qui a colorare tranquilla senza nascondersi tra le tue gambe.”

A casa ho pensato parecchio a questa affermazione. Ero convinta che mia figlia fosse nella fascia dei “un po’ timidi”. Invece probabilmente il suo non essere “rumorosa” non è indice di timidezza, bensì solo di compostezza. Può essere?

Ad ogni modo: ieri siamo andate ad un gioca-nido per trascorrere qualche ora in compagnia di altre mamme e bambini. L’ho lasciata fare cercando di interferire il meno possibile nel suo inserimento in un ambiente completamente nuovo. Beh, dopo qualche minuto dava la mano ad un’altra bimba, batteva le mani al ritmo delle canzoni e quando l’educatrice diceva “Pronti?” lei era l’unica che rispondeva urlando: “Viaaaaaa!”

Insomma, non era per niente il ritratto della bambina timida.

Today lesson: Mai smettere di osservare. Mai dare giudizi definitivi. Mai tirare conclusioni affrettate. 🙂 🙂 🙂

NIDO O MATERNA ANTICIPATA?

A gennaio ho preso questa decisione: Piedona a settembre 2014 dovrà abbandonare le rassicuranti mura domestiche per scoprire il mondo dei bambini. Non c’è nonno che tenga. Finora sono stata fortunatissima: la mia bimba è stata coccolata, viziata, amata, abbracciata e seguita dai miei genitori, che insieme al resto dell’entourage familiare, l’hanno portata ad essere la splendida e dolce bimba che è. Però.

Però inizia a cercare gli altri bambini, ha bisogno di stimoli sempre nuovi, vuole essere indipendente. E lo spazio-gioco dove va una volta a settimana non credo sia sufficiente.  Credo sia tempo di andare in mezzo ai suoi simili, un po’ da sola.

Sono stata indecisa parecchio sul da farsi: nido oppure materna anticipata, sezione primavera per i bimbi di 2 anni? La mia scelta è stata dettata dal destino…

Sono andata a visitare il nido: bambini dai 3 mesi ai 3 anni… Tanti, tutti insieme… Si sa, i bambini di tre mesi richiedono tante attenzioni, stanno parecchio tempo in braccio. I bambini di 3 anni urlano e corrono e sudano ormai come degli olimpionici.

Uscita dal nido ero già propensa per la materna.

Sono andata a vedere quella nel paese a fianco al mio. E chi apre la porta della scuola?! La mia maestra delle elementari!

In meno di dieci minuti avevo già compilato i fogli di iscrizione. E’ vero, lei non sarà l’educatrice di Piedona, anzi, sarà “solo” la coordinatrice della scuola, tuttavia il senso di gioia e rassicurazione che mi ha pervaso vedendola, mi sono bastati.

Consegnando i fogli di iscrizione, devo dire, mi è scesa una lacrimuccia… Piedona sta crescendo, Piedona si staccherà un pezzettino da me. Mi mancherà. Ma è giusto così.

Starà in mezzo a bambini coetanei, con cui avrà un rapporto “alla pari”. Imparerà a giocare da sola e in compagnia. Imparerà che non è tutto suo, che non è tutto subito e non è tutto facile. Ma io sarò fuori dalla porta ogni giorno ad aspettarla, per spiegarle che il mondo è comunque nelle sue mani.

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