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La mamma di Piedona: tra gioco e lavoro

BBRRR… LE STREGHE E HALLOWEEN!

Et voilà! Guardate che bel lavoro hanno fatto Piedona e Papi!! Sono stati bravi, vero?

halloween 2

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CHE FATICA ‘STO BAGNETTO

Credo che ogni mamma abbia il suo punto debole, in fatto di pazienza.

Mi sono sempre vantata di averne molta, di pazienza.

Al mattino, quando Piedona fa la colazione, lenta come solo una lumaca in fin di vita può essere.

Al pomeriggio, quando non vuol far pipì, lavarsi le mani, togliere le scarpe.

Alla sera, quando non vuol lavarsi i denti e mettersi il pigiama.

Con una pazienza degna di un’insegnante di yoga ecc. ecc. io aspetto, parlo, paziento, assecondo, convinco.

Ma…

Per tutti esiste un tallone d’achille.

Per alcune mamme è quando a scuola lanciano dentro le aule i figli che non si vorrebbero mai staccare.

Per altre è il supplizio davanti alla richiesta di un nuovo giocattolo.

Il mio punto debole?

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LA SMANIA DEL CELL.

Condivido un articolo di Repubblica… e mi dispiaccio che sia tutto così vero.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/10/21/news/cellulare_vita_di_coppia_solitudine_connessione_schermo-125576070/?ref=HRERO-1#gallery-slider=125587441

FUMENTI, SUFFUMIGI E AMICI VARI

Il lungo inverno di Piedona è stato caratterizzato da bronchiti, placche, tosse, catarro e chi più muco ne ha, più ne metta.

E di conseguenza via con gli aerosol, gli antibiotici, i lavaggi nasali e… i famosi fumenti!

Li facevo anche da bambina e sono ancora in auge. Non c’è niente di più liberatorio che una bella pentolona di acqua calda, un asciugamano sulla testa e il vapore tutto da respirare, magari arricchito da qualche mistica erba.

Piedona, essendo treenne, non può ancora vantare l’inebriarsi degli olii essenziali, né profumazioni varie, tuttavia bicarbonato o sedo calcio hanno avuto un ruolo determinante per la pulizia delle vie aeree superiori, inferiori, di destra e manca!!

La pediatra però è stata perentoria: attenzione! Basta un attimo di distrazione e un innocuo rimedio della nonna può diventare un’ustione gravissima.

Perciò ecco escogitato come farli in tutta sicurezza.

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ADDIO CIUCCIO – FRASI MEMORABILI

“Mamma, è difficile l’asilo senza il ciuccio”

“Mamma, ma poi gli uccellini quando crescono me lo riportano il ciuccio?”

“Mamma, preferisco il ciuccio al regalo. Facciamo cambio?”

“Mamma, ci sono bambini che il ciuccio lo regalano e altri che lo tengono. Io lo posso tenere?”

ADDIO CIUCCIO – INDIETRO NON SI TORNA

Domenica mattina Piedona si alza allegra e felice senza ansia da ciuccio.

Corriamo in giardino e magia magia… i ciucci sono spariti! Ma c’è un bellissimo regalo per lei!

E’ felice, si gode il regalo, si gode la giornata.

Senza ciuccio chiacchiera di più e mi pare improvvisamente più matura. Nei momenti in cui solitamente scatta il capriccio (per fame, noia o sonno) si autocontrolla di più.

Dico tra me e me: “Avrei dovuto farlo prima!”

Lunedì mattina asilo.

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ADDIO CIUCCIO – CAPITOLO 1

E’ sabato mattina. Piedona ed io stiamo discorrendo allegramente, mentre facciamo colazione, della giornata che ci aspetta.

Non so esattamente come arriviamo a dirci questa cosa, d’altronde non me lo aspettavo, ma ad un certo punto dico: “Che bello se attaccassimo i tuoi ciuccetti all’albero così gli uccellini di notte non piangerebbero più”.

Una battuta lanciata lì per lì.

E Piedona ne è entusiasta.

Colgo la palla al balzo.

Prendiamo un nastrino, le forbici e andiamo per casa a cercare tutti i ciucci. Cinque ciucci totale.

Scendiamo in giardino ancora in pigiama. Spero che nessun vicino sia in giro alle 8 di mattino a curiosare!!

Attacchiamo i ciucci all’albero e le racconto di nuovo che di notte gli uccellini potranno prenderli e non piangeranno più.

Sulla scia dell’entusiasmo, Piedona prepara delle ciotoline con del latte e lenticchie (cibo graditissimo agli uccellini, of course!) e pezzetti di carta igienica a terra a mo’ di coperte.

La giornata scorre felicemente, Piedona non cerca il ciuccio e io sono estremamente colpita dalla sua fermezza.

Durante il pomeriggio, in maniera un po’ masochista, sta attaccata “all’albero dei ciucci” e parla con loro.

Arriva la sera.

“Mamma, ciuccio?”

“Ehh, amore, il ciu…”

“Ah, già capito. Niente ciuccio”.

Come coccola extra, stasera può dormire nel lettone.

La notte è serena, nessun pianto e io sono certa di aver fatto la cosa giusta al momento giusto.

(…SEGUE…)

APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO PER MAMME

CORSO FORMATIVO PER MAMME

Io mi occupo di formazione. Organizzo corsi… Corsi per tutto: per imparare a parlare in pubblico, per gestire il proprio tempo, per utilizzare gli impianti tecnici che vendiamo.

Di tutto un po’ insomma.

Ma perché non c’è un corso per mamme? Non il classico corso pre-parto e neppure un corso di auto svezzamento… No, no, io parlo un corso per diventare mamme.

MODULO 1 – PER SOPRAVVIVERE ALLA NASCITA DELL’ALIENO

  • come filtrare il pianto del neonato e convincersi che è un nuovo tipo di musica rock
  • come smacchiare latte e pappette dai vestiti senza rovinare il maglioncino di lana fatto a mano dalla nonna
  • la fisiologica: questa sconosciuta (prove pratiche)
  • resistere alla tentazione di portarlo al pronto soccorso ogni qual volta succede un imprevisto (teoria + pratica con simulazioni online e controllo dell’elettrocardiogramma)

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TRA STUPORE E PROGRESSI

Ogni tanto mi stupisco della mia stupidità. Anzi, diciamolo in altre parole meno offensive per me stessa… Non sono abituata ad avere in casa, a parte Herr Marito, un piccolo essere pensante che non solo adesso sa parlare e muoversi autonomamente, bensì sa anche PENSARE autonomamente ed ha delle EMOZIONI tutte sue.

Sembra scontato che una bambina di due anni e mezzo pensi e abbia emozioni, ma non è facile farci i conti e prendere coscienza che non puoi influenzare la sua crescita e la sue indipendenza intellettuale.

Detto ciò vi racconto quest’episodio che è capitato qualche giorno fa:

alla sera, prima della nanna, lei va in bagno da sola, fa la sua pipì nel suo vasino poi lascia lì tutto e viene a letto, dove io sono già bella spapparanzata pronta a leggere le sue storie.

Qualche giorno fa lei esce dal bagno e viene nella sua cameretta ma non salta sul letto come fa di solito.

“Che c’è Piedona? E’ successo qualcosa?” le chiedo vedendola esitare sulla porta.

“Sì” risponde lei.

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